M.B.G. – Rinite allergica e dermatite

Ottobre 11, 2019 0 Di wp_3697678

Sul finire degli anni ottanta ho conosciuto il dott. Sergio Signori. Era interessato ai fenomeni fisici legati all’elettromagnetismo di cui si discuteva insieme a un suo amico veterinario che aveva fatto delle osservazioni sui suoi “pazienti”. In particolare, ricordo che parlava di mucche ammalate di paralisi bovina e altre patologie, che, fatte uscire dalla stabulazione fissa per visitarle, improvvisamente guarivano per poi riammalarsi quando erano nuovamente costrette all’interno delle gabbie metalliche in cui vivevano. Il veterinario aveva anche osservato, nei suoi spostamenti in campagna, che alcuni alberi crescevano inclinati apparentemente senza un ostacolo visibile. Il motivo per cui queste piante tentavano di spostarsi da dove avevano le radici, era la presenza di una falda d’acqua sotterranea che, secondo le leggi della fisica, produceva con il suo scorrere un campo elettromagnetico da cui la pianta “voleva allontanarsi”.
In quel periodo soffrivo di una rinite allergica aggravata da eruzioni cutanee sul viso. Il dermatologo mi aveva prescritto una pomata puzzolente che non aveva nessun altro effetto e l’allergologo si era soddisfatto sentenziando che ero allergica agli acari della polvere come moltissimi altri esseri umani. La situazione era diventata pesante per il mio aspetto fisico del quale rimane testimonianza in una fototessera del rinnovo della carta di identità. Ero una giovane donna e soffrivo nel vedermi deturpata in volto, per non parlare dell’odore sgradevole della pomata prescritta. La rinite allergica aveva assunto dimensioni di difficile sopportazione. Non potevo usare l’aspirapolvere e le pulizie di casa erano diventate un percorso accidentato costellato da serie di decine di starnuti, ripetuti nel tempo che mi scuotevano fortemente. Non poter fare le pulizie di casa potrebbe sembrare un vantaggio ma non in assenza di alternative. Il medico allergologo aveva prescritto degli antistaminici così forti che perdevo l’equilibrio facilmente e mi rendevano difficoltosa la guida dell’automobile. Una sera il dott. Signori venne a casa mia in compagnia di un rabdomante. Si tratta di una figura professionale utile quando si decide di scavare un pozzo artesiano. Questo signore chiese un ramoscello di salice che fortunatamente trovammo in un bellissimo albero del giardino. Piegò il ramoscello verde e cominciò a girare per la casa. Quando giunse nella camera da letto il ramoscello cominciò a muoversi e lui mi insegnò come tenerlo in mano e me lo diede. La linfa ancora presente nel rametto, nel suo naturale scorrere, aveva “riconosciuto” le vibrazioni presenti nella stanza per risonanza. Nell’avvicinarmi al letto, il ramoscello vibrava sempre più forte e quando fui sopra il mio cuscino, il movimento fu molto più forte e deciso. Non c’erano dubbi, in corrispondenza del cuscino dove appoggiavo la testa ogni notte e per almeno 8 ore, c’era una “tempesta magnetica”. Teorizzammo che fosse dovuta ad un nodo di Hartmann. I nodi di Hartmann sono punti energeticamente carichi che possono modificare o condizionare lo stato degli ambienti e delle persone circostanti. Si formano nell’incrocio di linee energetiche di cui tutto il pianeta è attraversato che si intersecano in quadranti di circa 2 metri per 2,5 metri. Successivamente, sono venuta a conoscenza del fatto che questi nodi, come e oltre alle falde d’acqua, possono condizionare la salute e il buon funzionamento dell’organismo, soprattutto se si permane sopra ad essi per molte ore consecutive.

Trascorrervi sopra le ore del sonno notturno perturbava il mio stato energetico, infatti, di notte il sistema immunitario è più vulnerabile alle interferenze elettromagnetiche. Un altro dato che ci fece riflettere fu constatare che la camera da letto si trovava al primo piano rialzato sopra ad un garage e probabilmente, l’auto parcheggiata di notte, all’interno, influiva sul geomagnetismo naturale con la carrozzeria metallica e con la batteria. Fu risolutivo spostare il letto; il mattino seguente non avevo più eruzioni cutanee sul viso e non starnutivo più e così da allora. Non fu un miracolo e nemmeno frutto di suggestione, lo provammo con metodo scientifico: misurando il geomagnetismo con uno strumento chiamato geomagnetometro, che misura il campo magnetico punto per punto. Come si vede dall’immagine ottenuta immettendo i dati in un foglio elettronico dell’epoca:Lotus 123, risulta lo stato geomagnetico della piazza del letto su cui dormivo. La modificazione profonda si legge a destra, in corrispondenza del cuscino.