IL Dono della Vita

Maggio 16, 2019 1 Di wp_3697678

Il mio nome è Angela Calabretto. Descrivere oggi il mio ex stato “fibromialgico” è come descrivere lo stato esistenziale di una persona che non mi appartiene più. Comunque se oggi sono cresciuta e sono più consapevole è anche grazie alla insorgenza della “ fibromialgia”. Sì, io ringrazio questa esperienza per aver bussato alla mia porta e ringrazio me stessa per averle aperto, accettata e ascoltata. Oggi sono una persona nuova, anzi oggi SONO, oggi ESISTO. L‘esperienza chiamata fibromialgia ha permesso di fermarmi, di stare nell’ascolto e, a distanza di cinque anni , IO SONO ed IO ESISTO. Vi racconto: ho da sempre condotto una vita di doveri, esempio lampante è nel campo lavorativo. Da sempre mi sono interessata di moda. In quel periodo, nel 2010, lavoravo come Responsabile Ufficio Modelli per una nota azienda di Alta Moda, le responsabilità erano tantissime, come lo erano le ore lavorative. Amavo il mio lavoro, come lo amo ancora oggi, è il COME lo vivevo che non era coerente con quella che IO SONO. Un giorno mentre ero in azienda ho cominciato ad avvertire forti dolori alle ginocchia, avevo difficoltà nel camminare… ho continuato ad andare al lavoro, incurante del mio SENTIRE e di ciò che un bravo reumatologo aveva diagnosticato: “Fibromialgia”. Finché un giorno, mentre ero sul posto di lavoro, svenni e con l’ambulanza fui accompagnata in ospedale, da quel giorno non sono più rientrata in azienda. I dolori erano aumentati sempre di più… lancinanti! Ero diventata quasi rigida, formicolii su tutto il corpo, crampi improvvisi agli arti inferiori, avevo forti emicranie, senso di vertigini, tachicardia, nausee a volte con vomiti, dolori alla mandibola, cominciavo ad avere problemi di alimentazione, perdita di capelli, problemi di vista, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, i problemi di deambulazione aumentavano, diminuzione della sensibilità: mi cadevano oggetti dalle mani, infatti erano come addormentate, ritenzione idrica, dolori intestinali con conseguenze inerenti ad esso: stipsi e diarrea con dolori addominali; dismenorrea, vaginismo, disturbi urinari. Ricordo le sensazioni del mio corpo freddo e quando fuori c’era vento, quel vento lo sentivo sulla mia pelle, nella muscolatura e i dolori aumentavano. Inoltre ero arrivata a pesare 67/70 kg (sono alta cm 162). Io che lavoravo per l’ambiente della Moda, dove l’apparire è tutto (ironia della sorte). Ricordo che avevo difficoltà per lavarmi, il fare la doccia era come sentire sul corpo delle lame, lavare i capelli… noo! Se ci ripenso! Vedere i miei capelli, ai quali tengo tantissimo, che cadevano a ciuffi tra le mie dita! Credetemi, sono emozionata mentre scrivo, ho le lacrime agli occhi, mi rivedo, vedo una donna-bambina in difficoltà, sola, impaurita. Avevo crisi di ansia e frequenti attacchi di panico. Ricordo, quando a passi lentissimi, senza poter piegare le ginocchia, andavo a fare la spesa. Io vivevo da sola. Ero al supermercato, arrivata alla cassa, ricordo gli occhi di chi aspettava il proprio turno, le loro facce disturbate nel vedere la mia lentezza nel porre la spesa nei sacchetti… ero lentissima, ma quella era la mia forza e la mia velocità, non potevo fare altrimenti. Le mie mani erano doloranti e dovevo fare attenzione che non mi cadesse niente poiché avevo difficoltà ad afferrare ogni cosa. Ero piena di rabbia, ero arrabbiata con la vita, con tutto e verso tutti. Perché mi dicevo, perché a me. Io, da sempre persona corretta, onesta, lavoratrice, perché ora dovevo subire tutto questo. Più mi arrabbiavo e urlavo la mia rabbia, più i dolori aumentavano in modo lancinante e forte. Mi avevano diagnosticato una “fibromialgia primaria cronica migrante”. I dolori prendevano una parte del corpo, esempio nella parte sx dall’alto verso il basso e viceversa, come un’onda… in modo continuo, senza sosta, 24 ore su 24. Se mi alteravo, la mia rabbia accendeva il dolore e come una guerra in atto la battaglia iniziava e la perdente ero sempre io! Una psichiatra, perché è da loro che ti indirizzano, mi aveva “consigliato” di assumere psicofarmaci! Alla mia domanda: “ma questo medicinale cura la fibromialgia”? la sua risposta fu : “tanto lo prescriviamo a tutti e se vediamo che questo non ha effetto, proviamo con qualcosa di più forte, intanto non sentirai più i dolori!”. Io che non assumo neanche una pillola per il mal di testa ho rifiutato il suo “consiglio”. Il mio credo è: occorre curare la causa dell’insorgenza della malattia, occorre andare alla fonte di ogni cosa. Ricordo l’aiuto di un ottimo medico, dott. C. che oltre a insegnarmi una giusta alimentazione, mi trattava con bagni di sole: avevo il capo coperto e il resto del corpo al sole per un bel po’ ( in costume da bagno!). Poi con acqua freddissima (acqua del pozzo) bagnava il mio corpo seguendo la linea dei meridiani. Finito, con addosso un accappatoio mi faceva camminare a piedi nudi sull’erba. Oltre a questo, facevo anche bagni di sabbia : tutto il corpo (escluso il capo che era sempre ben protetto) veniva ricoperto con sabbia bollent, il trattamento veniva fatto a mezzogiorno. Restavo in quella posizione a lungo… così mi sembrava, poi sempre acqua fredda sul corpo e accappatoio per asciugare. Queste terapie naturali mi davano tanto sollievo e i dolori diminuivano. In quel periodo seguivo anche dei trattamenti alle terme, ogni giorno. Ma non bastava. Finché un giorno, mentre ero stesa sul divano urlando il mio dolore e piangendo, compresi che “ la fibromialgia” ero io stessa, compresi che io, urlando la mia sofferenza esistenziale attraverso il mio corpo, urlavo verso e contro il mio essere. Compresi che “la fibromialgia” la stavo abbracciando nel dolore e non nella comprensione . “ La Fibromialgia” ero io stessa, era in me non fuori di me; compresi che l’accettazione era l’unica strada da percorrere! Compresi che era arrivato il momento di prendere in mano la mia vita e viverla da protagonista e non da spettatore. Questo stato di piena CONSAPEVOLEZZA arriva dal profondo di se stessi. E’ una sensazione di pienezza dove la connessione corpo-mente e spirito formano l’Unità, denominata da me- Trinità-, affinché attraverso di essa si possa iniziare il percorso di guarigione. Con grande fatica mi avvicinai al tavolo e accesi il PC. Cercai qualcosa inerente alla fibromialgia, lo avevo fatto tante altre volte nei giorni precedenti, ma senza risultati, ora comprendo il perché. Perché non “vedevo”, perché non volevo vedere. Quel famoso giorno lessi il nome Dott. A. M. Ascoltai un suo intervento ad un convegno sul tema “fibromialgia”. Mi piacque. Gli scrissi una e-mail alla quale prontamente rispose. Ci sentimmo per telefono e parlammo tanto, ad un certo punto chiesi: ma quali posso essere le cause dell’insorgenza della cosiddetta fibromialgia? Mi rispose che le cause possono tante, inoltre possono essere i traumi subiti e non ascoltati e quindi non curati e questi col tempo possono portare a peggioramenti del proprio stato di salute. Io di traumi ne avevo subiti tanti i più forti sono stati la perdita di una gravidanza in modo traumatico , la fine di un matrimonio, mobbing sul lavoro, depressione, un tentato stupro… e poi… e poi…
Accordammo un appuntamento per iniziare questo percorso di rinascita. Sì, molto bene, ma il dott. M. viveva e vive tutt’ora in provincia di Brescia ed io in quel periodo vivevo a Cattolica. Come potevo andarci? Oggi conosco molto bene i meccanismi che l’Universo adotta affinché tutto vada secondo le tue richieste, se queste sono fatte nella piena consapevolezza, con il cuore-mente e anima: chiedi e ti sarà dato, funziona così! Così è stato. Io volevo guarire a tutti i costi, riprendere in mano la mia vita. Varie situazioni si sono attuate affinché io andassi a vivere per un anno a Brescia e potessi intraprendere un percorso di cura con il dott. M. A. Tanti colloqui, meditazione, ipnosi, lunghe camminate in città e in montagna, cura alimentare, scrittura, letture, pittura, sedute di shiatsu, biodanza, un corso di volontariato presso l’ANPAS (volontariato ambulanza) e tanta, tantissima volontà e coraggio. Ore e ore a leggere, anche se dimenticavo e gli occhi mi facevano male. Scrivere ogni giorno, ogni sera o mattina. Scrivere il proprio sentire, il proprio dolore, la propria rabbia lasciarla andare tra le righe di un diario, nonostante avessi difficoltà a tenere tra le dita una penna e difficoltà di concentrazione e lettura. La mia testardaggine era più forte e continuavo a leggere e scrivere. Studiare per il corso di volontariato, studiare il corpo umano, fare soccorso in ambulanza e vedere davanti ai tuoi occhi morire una donna e restare lì immobile, impossibilitata a poter fare qualcosa. E’ stato il mio primo soccorso, come volontaria tirocinante. Compresi che io ero VIVA, sana, io potevo farcela. La vita era ed è nelle mie mani. Alzarmi la mattina, dopo la notte insonne causa dolori e non riuscire a camminare: la pianta dei piedi è dolorante… ricordo che guardavo i miei piedi, invece di arrabbiarmi come facevo prima, ora li accarezzavo, li coccolavo, li amavo. Piano, piano i dolori diminuivano, finché un giorno senza che me ne rendessi conto in modo conscio… camminavo poggiando per terra la pianta dei piedi in modo completo. Il processo di guarigione era iniziato già da qualche mese. Gli incontri con il dott. M. da tre volte a settimana erano passati a due e poi ad un incontro settimanale. All’inizio del percorso era lui a venire a casa del mio (ora ex) compagno,( il dott. M. all’inizio desidera operare presso l’abitazione del paziente); verso la fine del percorso, quando cominciavo a stare meglio, ero io ad andare presso il suo studio. Ricordo che nel mio periodo buio, non potevo guidare, anche viaggiare in auto come passeggero era difficile, erano momenti di forti dolori su ogni parte del corpo. La terapia seguita con il dott. M. ha avuto i suoi risultati positivi in poco tempo, questo grazie alle sue capacità professionali e grazie soprattutto a me stessa per aver avuto piena fiducia in lui e fiducia nelle mie potenzialità. Io amo la vita e la rispetto. La vita è un dono, in ogni sua forma. Non accetto la mancanza di rispetto verso la stessa e il non voler guarire e comprenderne il messaggio della malattia è per me non rispettare il dono della vita. Ricordo che dopo aver partecipato ad una intervista dove parlavo della mia esperienza e della guarigione dalla cosiddetta fibromialgia ho subito da alcune donne definite fibromialgiche attacchi di ogni tipo. Ci rimasi molto male. Ero felice di aver preso in mano la mia vita e desideravo che tutte potessero fare altrettanto. Oggi ho capito che così non è. Ognuno ha il proprio percorso, ognuno la propria vita, ognuno il proprio sentire, la propria consapevolezza, anche il proprio continuare a lamentarsi senza voler diventare responsabili e restare così stagnanti nel proprio dolore esistenziale. Una nota importante : NON ho mai assunto medicinali, mai una pillola antidepressiva o altro. La sera assumevo tisane di Melissa per aiutarmi a rilassare e poter dormire. Sono diventata vegana: ho eliminato dalla mia alimentazione: carne, pesce, latticini e derivati , uova, zuccheri. Inoltre ho eliminato lievito e farina 00. Di cosa mi nutro? Di tanto altro: frutta, verdura, pane senza lievito, tisane a volontà, mandorle, noci, frutta secca, ortaggi , legumi, riso. Ogni mattina, assumo un cucchiaino di Magnesio. Esso rinforza il sistema immunitario, è un tonico per i muscoli, tonifica e rinvigorisce anche per il sistema nervoso, regola il sistema digestivo, aiuta la calcificazione delle ossa, aiuta a regolarizzare l’equilibrio chimico del corpo, come quello ormonale quindi è anche un buon antidepressivo. Ogni mattina assumo anche acqua tiepida con succo di un limone. Curando la mia alimentazione ho ritrovato anche il mio equilibrio intestinale e ritrovato il mio peso forma: 55 kg ! La mia vita oggi, nel 2019? Vivo in campagna, nei miei Trulli. Da anni avevo un interesse al di fuori del lavoro che era ed è Biodanza. Ed è ciò che IO SONO! Studiavo Biodanza presso la scuola di Bologna. Pratico questa disciplina dal 2001. La Biodanza è stata una delle mie ancore di salvezza. Ho conseguito il titolo di Facilitatrice di Biodanza e conduco gruppi di Biodanza per adulti e bambini. Inoltre ho conseguito la specializzazione in Biodanza Clinica, opero in centri di salute mentale e centri diurni per Alzheimer. La Biodanza è anche terapeutica: musica, emozione e movimento corporeo conducono alla connessione con il vero proprio sé, al riconnettersi con i propri potenziali , riconoscerli e viverli nelle pienezza dell’essere. Ancora GRAZIE alla “ fibromialgia” ho scoperto che posso usare la mia energia “PRANA” e aiutare il prossimo, pertanto dopo tre anni di studio presso l’Accademia a Roma ora opero anche come Pranoterapeuta e Counselor Bioenergetico. Continuo, nel contempo il mio interesse nell’ambito della moda. Ho avviato un piccolo studio modellistico e realizzo su richiesta modelli per aziende di Alta Moda; svolgo inoltre docenza modellistica presso il Politecnico del Made in Italy. Ringrazio la Vita per tutto ciò che mi ha donato e continua a donarmi. Ringrazio l’esperienza chiamata Fibromialgia per avermi “bloccato” e avermi permesso la possibilità di ascolto. Ringrazio il mio ex compagno per la pazienza, l’accoglienza e l’Amore in quei giorni bui, oggi mio grande amico e collega Biodanzante. Ringrazio il dott. M. per la sua pazienza, bravura e professionalità. Ringrazio la mia famiglia per l’Amore e la vicinanza anche quando sono stata scorbutica. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e lo sono ora, i vecchi amici, i nuovi amici e anche coloro che hanno scelto di “lasciarmi” nel momento del bisogno, loro mi hanno dato la possibilità di conoscerli. Ringrazio DIO, l’Universo per avermi permesso di esistere. Ringrazio in primis Angela, IO, me stessa, per la forza interiore, per la mia Anima , per la mia testardaggine ed energia Vitale. Auguro a voi tutti di Danzare la Vita.
Date più Vita alla vostra Vita. Essa è un Dono!

Con Amore, Angela

Nota: per comprendere meglio il senso di questa bellissima storia leggi La malattia