Un sogno, e dei pensieri su due sistemi diversi di concepire la cura e la guarigione

Febbraio 19, 2019 0 Di wp_3697678

Durante un recente ritiro di Zhineng Qigong sulla longevità , ispirata dalle molte importanti riflessioni che vi si facevano ho fatto il seguente  SOGNO :

                 Vedevo nel sogno la scritta  “ Il corpo non mente “.

Mi sono svegliata sorridendo, sorpresa della duplice lettura che se ne può fare.
1° lettura:
“Il corpo non mente” ( mente come verbo, mentire ), dice il vero.
Frase spesso con una sfumatura che suona un po’ colpevolizzante, fa sentire un po’ colti in castagna : c’è qualcosa in me che si vede all’esterno, il corpo non dice bugie.
2° lettura:
“Il corpo non mente” (nella lingua italiana ‘mente’ è anche sostantivo, la mente ) .

                     “Il corpo NON è la mente e viceversa.”

Le due frasi sembrano come due ideogrammi cinesi diversi il cui suono nella lettura ha una intonazione lievemente differente che guida verso significati radicalmente differenti.La medicina occidentale che si auto-definisce scientifica si basa sulla seconda lettura della frase  “ il corpo non mente “, il corpo NON è la mente e vi si contrappone o comunque è distinto, segue regole e leggi differenti. La mente ( del pensiero occidentale )  che non è il corpo lo pensa  come un alieno, vi si contrappone e all’occorrenza lo teme.
Il sistema di cura e di guarigione ne è la conseguenza : il corpo viene guardato/pensato/indagato ( e anche all’occorrenza mutilato, avvelenato, irradiato..)  con sospetto, quando sfugge al controllo, quando ammala, come un alieno la cui invasione viene temuta e va controllata o eliminata.
Il sistema di guarigione di una disciplina come il QiGong si fonda su di una terza lettura possibile, che elimina la negazione rovesciando i termini della seconda lettura  :  da il corpo non mente a

              “ il corpo è mente “ e  “la mente è corpo “.

Il corpo, forma condensata di energia.
E la mente forma più rarefatta di energia.
Il corpo può trattenere aspetti mentali che, come intrappolati, si manifestano a livello fisico come malattie.
Ad esempio memorie traumatiche tenaci e mai risolte che permangono come blocchi di energia addensandosi in blocchi fisici.
Le memorie ( mente ) possono permanere intrappolate nei tessuti e nella oggi ben nota matrice extracellulare  ( corpo ). Gli studi sulla memoria dell’acqua e l’attenzione che ad esempio qui da noi in occidente l’omeopatia dà al permanere di una informazione di malattia negli spazi intracellulari e nella  matrice  fanno sembrare un po’ meno azzardata e ardita a noi occidentali questa lettura delle cose.
La mente, con i suoi blocchi, si fa corpo, e si manifesta malattia : il corpo, allora può guarire quando la mente, trasformandosi,  raggiunge il corpo ( anziché contrapporvisi )   e lo trasforma  sciogliendone i detriti intrappolati e mai drenati. 

                        La mente che scioglie e dissolve.

Se la malattia nel fisico è pensata come memorie intrappolate nel corpo occorre dissolvere queste memorie traumatiche.

              Dissolvere memorie è chiamato dimenticare.

Occorre che il corpo impari a dimenticare.
Esiste infatti anche una ben nota memoria del corpo, largamente inconscia e particolarmente tenace. ( Chi fa di professione il massaggiatore terapeutico credo abbia molte cose da dire al riguardo, indipendentemente dl tipo di massaggio che offre ).
Un sistema di guarigione che si fonda sulla continuità sostanziale tra materia ed energia, tra corpo e mente, esorta dunque a dimenticare, a sciogliere con una trasformazione profonda della mente e del modo di vivere di una persona quel grumo denso che chiamiamo malattia.
Una tale concezione è ricca di conseguenze, quali l’invito a pensarsi SANO , anche quando apparentemente molto malato, ovvero si dà un grande valore terapeutico al tipo di informazione che la mente pone nel corpo.
Possiamo leggerlo anche nel senso opposto : se continuo a pensarmi malato o se me lo sento continuamente ribadire mi ammalo sempre di più ovvero si ritiene che la mente, a seconda di come è orientata, possa molto influenzare verso la guarigione e la salute o verso la malattia e la morte.

Al contrario, la medicina occidentale continua a ricordare lo stato di malattia e la possibilità di ri-ammalare : la prognosi, ovvero la previsione sulla futura evoluzione della malattia sembra spesso una sentenza molto pesante, un referto istologico, lo staging che si rifà a classificazioni internazionali può essere letto anche come una informazione di malattia che la mente ed il pensiero medico pone nel corpo e soprattutto nella mente della persona con una malattia e che si fonda sulla intenzione terapeutica di continuare a ricordare, spesso in modo ridondante, la malattia stessa.
Lo screening diagnostico, con tac risonanze pet, visite chiamate “controlli”, continua a rappresentare un richiamo ( parola che volutamente derivo dal linguaggio dei vaccini che richiamano la memoria “ contro “ una malattia ) e infatti la persona che torna all’ospedale o all’ambulatorio è indotta a rammentare, rimembrare e ricordare ( con la mente, con le membra cioè il corpo, e con il cuore )  i momenti più difficili della malattia. Si coltiva la paura e l’angoscia, ma “a fin di bene “ perché occorre tenere sotto controllo la malattia, non dimenticare, stare all’erta..
Un esempio di come può essere rovesciata una sentenza che si fonda sulla medicina comune è quella fornitami da una paziente a me vicina, la cui mente così ha trasformato il referto istologico del campione operatorio : da “ alto grado di malignità “ in “ alto grado di guarigione “, che va inteso come un impegno quotidiano a cambiare profondamente se stessa, a praticare, ad introdurre buone informazioni sotto forma di scelte alimentari e di relazioni interpersonali ed esperienze di vita e ad allontanarsi da un linguaggio che uccide la speranza anziché nutrirla e sostenerla con i tanti mezzi di cui siamo capaci.
Non è vero, dunque, che il corpo si contrappone alla mente e che la mente debba essere così spaventata di fronte al corpo e quindi così tanto spaventare il corpo, ma che il corpo/mente può trasformarsi in base a come diversamente pensiamo e leggiamo le cose della vita, di cui una malattia nel fisico può far parte.

Dr Paola Dall’Ora
Medico, spec. In Psichiatria, Psicoanalista,
istruttore di Taijiquan e QiGong.