Un importante e sconosciuto fattore causale

Febbraio 1, 2019 0 Di wp_3697678

Un importante e sconosciuto fattore che favorisce la infertilità maschile e problemi di salute femminili.
Le uova di uccelli vennero usate nell’alimentazione umana fin dalle epoche primitive: erano raccolte dai nidi sugli alberi o dai nidi degli uccelli acquatici sulle rive dei fiumi. Solo da circa 40 – 50 anni è praticamente scomparso l’uso alimentare dell’uovo fecondato. In tutte le zone di campagna erano presenti i raccoglitori di uova che settimanalmente passavano e spesso l’uovo era la merce di scambio per l’acquisto di beni di prima necessità.
Non è stata valutata finora la conseguenza di questo drastico cambiamento dell’alimentazione umana, provocato dalla carenza di un ormone basilare nella vita di tutti i popoli: il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, importante in tutte le fasi della vita umana, sia nell’età giovanile, come in quella della maturità e della vecchiaia. Oggi si può senz’altro dire che c’è una carenza enorme di questo ormone maschile nella alimentazione umana e contemporaneamente un eccesso di estrogeni – gli ormoni femminili – di varia provenienza, di cui l’uovo non fecondato è parte importante.
Si intende promuovere l’allevamento tradizionale e rendere obbligatoria la presenza dei galli per la produzione di uova biologiche.
L’attuale indirizzo della produzione di uova di allevamento intensivo in batteria si rivolge prevalentemente ai centri di sgusciatura e di trattamento degli ovoprodotti; solo in parte la produzione degli allevamenti è destinata al consumo diretto attraverso la grande distribuzione. Il grosso della produzione di uova viene destinato all’industria delle paste alimentari, dell’industria dolciaria, dei prodotti da forno, quali biscotti, panettoni … e dell’industria del freddo nei gelati. Vanno aggiunte tutte le attività artigianali del settore alimentare. Vanno aggiunti anche gli impieghi delle uova nei settori delle colle, vernici e coagulanti in settori vari.
Con la proposta dell’obbligo nell’allevamento biologico di inserire i galli, si ottiene il risultato di ridare un valore etico alla alimentazione umana. Ricordiamo che la carenza di testosterone nella femmina – bambina – provoca una anticipazione della maturità sessuale, per effetto dell’eccesso di estrogeno contenuto anche nell’uovo non fecondato, in quanto la gallina pone nel tuorlo ciò che essa ha in abbondanza, il suo estrogeno. L’anticipazione sessuale produce una predisposizione a sviluppare con l’età forme tumorali all’ovaio e all’utero. Il consumo di uova non fecondate provoca nel maschio un ritardo della maturità sessuale con persistenza dell’ormone della crescita e la formazione di caratteri femminilizzanti. Inoltre anche nell’età adulta permane una persistente incapacità a procreare legata alla aspermia o alla riduzione numerica degli spermatozoi.
Si nota inoltre dal punto di vista psicologico l’incapacità alla resistenza alla fatica, alla sopportazione del dolore, alla labilità nelle decisioni, all’incostanza del comportamento, all’indecisione nelle scelte, alla deriva di una società vissuta nella mollezza, o piuttosto di una popolazione alimentata in modo non idoneo, forse contro natura.
Con la proposta del vero allevamento biologico si propone di far pulizia delle falsità oggi taciute e di creare nuove aziende agricole per un elevato numero di giovani allevatori sopratutto in zone di montagna o collina. Si propone di arrivare a un numero massimo di 3000 – 3500 galline ovaiole con circa 200 galli, per una produzione giornaliera di circa 3000 uova. Sono già presenti allevamenti standard per queste produzioni.