A.A. – Sclerosi multipla – 18 anni fa

Dicembre 12, 2018 0 Di wp_3697678

Da quando ho incontrato la Biodanza grazie a V. S. e G. D. nel 2006 ho capito che sarebbe iniziato un percorso nuovo, che si è intrecciato strettamente alla mia vita in un momento di crisi e di necessaria crescita, nella consapevolezza della malattia e della volontà di superarne le minacce e le pericolosità invalidanti con cui avevo accettato di convivere, considerandomi semplicemente malata,deprimendo progressivamente la mia vitalità e creatività all’interno dei limiti autoimpostimi.  L’attivazione del processo di cambiamento era già iniziata nel momento in cui i sogni e le ansietà mi indicavano una diversa via di integrazione anche grazie all’esperienza della malattia (SclerosiMultipla, diagnosticata nel 2001):progressiva perdita di controllo, progressivo annebbiamento della vista a causa della neurite ottica, che mi conduceva più repentina della grave miopia, che dall’infanzia mi aveva offuscato gli occhi rendendomi incerta, insicura nel movimento, introiettata verso un infinito interiore sconfinando in orizzonti invisibili.
Psiche e soma, sinolo indissolubile, hanno lottato in me producendo ben presto quella patologia autoimmune che la psicosomatica e la“Metamedicina”, il training autogeno, la meditazione hanno contribuito a ricollocare in un sistema di reazioni in me stessa e di me stessa, fino a comprendere questo sistema e renderlo armonico ricevendo dalla Biodanza il suo impulso a cominciare a mutare schema motorio, aprendomi all’apertura affettiva e all’incedere ritmico,acquisito nella continuità e regolarità, soprattutto dei primi annidi settimanale di Biodanza.  Questo ha contribuito lentamente, ma inarrestabilmente a trasformare il mio schema esistenziale, dalla sofferenza della depressione alla fierezza e gioia della possibilità di essere donna perché come dice Rolando Toro “la donna è molto più vicina alla natura e alla vita che l’uomo. Noi uomini abbiamo fatto molto male; la quantità di sofferenza che l’uomo ha provocato col suo ego machista dimostra come l’uomo non sia stato all’altezza di prendersi cura del mondo”.
La patologia, che fortunatamente non aveva intaccato, né finora lo ha fatto, né diminuito, le mie capacità motorie e che mi aveva altresì dato la spinta al recupero e all’intensità del vivere il mio tempo e il mio presente, ha portato in me una progressiva consapevolezza,assieme alla necessità di scavare dentro il mio cervello ipertrofico, dentro le mie fantasie e irrealtà. E dopo somatizzazioni, esperienze di dolore e malattia, Biodanza mi è dunque giunta, e quest’opportunità nella mia valle offrendomi la possibilità di cogliere nel momento giusto lo stimolo a ritrovarmi,riscoprirmi in un incontro interiore che è passato attraverso il corpo e che con esso mi ha riportato alla percezione del mio essere sana, del mio scegliere il benessere, la salute e sentire finalmente il mio corpo, poetico, come fonte di piacere. Soprattutto dopo che la stimolazione delle vivençias integranti ha contribuito negli anni, a migliorare il mio equilibrio psicofisico, a farmi recuperare vitalità e piacere nel mio movimento e da tutto il mio corpo, riappropriandomi di ogni aspetto di esso dopo aver superato sotto tanti punti di vista i miei limiti e alcune delle paure che mi limitavano da tanto, liberandomi per consentirmi di accedere a un livello e una qualità della vita insperato forse, dandomi comunque la possibilità e gli strumenti, come il sistema Biodanza dà, di sentirmi, sentirmi sana e alimentare fiducia nella parte sana,ampliando il mio repertorio percettivo ed espressivo fino al progressivo rifiuto e abbandono di terapie e cure medicinali dagli effetti collaterali debilitanti.  La possibilità di trovare in me saggezza come ogni essere umano può,mi mette in discussione continuamente, anche nella mia professione di insegnante. Scoprire e osare le alternative, cercare altre strade e comprendere a fondo in modo continuo quella che come caratteristica e reattività patologica è divenuta per me una caratteristica fondamentale da accogliere e valorizzare. Certo emergono talvolta paure e dubbi ma le nuove  possibilità di terapie preventive e le ricerche attuali danno altre speranze future e fiducia. Questa fiducia in realtà mi ha portato a sentire il mio corpo che pure in passato ho tormentato e ora amo sempre di più, ammirandolo con un mistero, una fonte di piacere e di vita.  Questo mi porterà a continuare il percorso di abbandono del “controllo”e liberare così la naturale integrazione corpo e mente che non è ancora completa e che risente certo della divisione corpo e spirito che nella nostra cultura è così tanto radicata.