G.P. – Tumore diffuso a fegato e polmoni – 14 anni fa

Novembre 14, 2018 0 Di wp_3697678

Mi chiamo G.P., sono un medico omeopata e mi definisco “portatore sano di cancro”. Mi è stato chiesto di raccontare la mia storia come una delle tante testimonianze che riguardano questa patologia e ho accettato anche se preferisco rimanere anonimo.

Nella mia carriera mi è capitato di seguire pazienti con patologie di tutti i tipi e, ovviamente, ho visto anche casi di cancro. Quando un paziente viene a chiedere un consiglio riguardo ad una malattia che per definizione è mortale, dolorosa, lunga e cosparsa di sofferenze fisiche e psicologiche, è sempre molto difficile dare consigli o pareri riguardanti la terapia della stessa.

Quando mi è capitato di sentire o vedere dei colleghi, che avevano frequentato scuole di omeopatia e che esercitavano come omeopati, colpiti da cancro e vedere le loro reazioni, le mie domande crescevano e, a volte, mi assalivano dei dubbi. Molti di questi colleghi optavano per cure chemioterapiche o per radioterapia, anche se fino al giorno prima sostenevano, di fronte ai loro pazienti, o tra noi colleghi, che queste cure non servivano a nulla o addirittura danneggiavano i pazienti stessi.

Ma allora? Perché se uno viene colpito direttamente, cade in questo stato di confusione, paura, addirittura terrore? Spesso mi sono chiesto come avrei reagito io di fronte ad una diagnosi del genere. Nove anni fa ho avuto la risposta ai miei dubbi e alle mie domande.

Una mattina, appena alzato, sono assalito da una forte tosse e ho un espettorato emorragico.

Non sono mai stato particolarmente pauroso di fronte a certi sintomi ma ho preferito indagare. Chiamo un mio amico radiologo e mi riceve in giornata. Mi fa un paio di lastre e mi propone di fare subito una TAC per capire meglio la situazione. Mi fischiano le orecchie ma mi sottopongo all’esame e l’esito non è certo molto piacevole. Noduli ai polmoni e al fegato (quale sia il primario non si sa ma non è che mi interessi molto). Per l’istologico, ovviamente, dovrebbero fare prelievi ma decido di non farli, almeno per ora. Arrivato a casa, rifletto e mi chiedo cosa sia meglio fare. Innanzitutto mi rivolgo anche ad un altro centro oncologico (Aviano) dove, però, mi confermano il tutto e mi propongono chemio e radioterapia Decido immediatamente per la coerenza con le mie conoscenze e convinzioni e decido di curarmi con il mio rimedio costituzionale. Sono anche consapevole che non è facile prescriverselo da soli ma, purtroppo, sono anche consapevole del mio brutto carattere e della scarsa fiducia che ho nei confronti dei colleghi. Sicuramente sono molto presuntuoso e non so a chi rivolgermi. Chiamo, comunque, il collega con cui ho un rapporto più stretto che è stato uno dei miei primi allievi e chiedo di provare a repertorizzarmi. Alla fine mi conferma che il rimedio da me scelto, e che non avevo riferito, è quello giusto. Inizio a prenderlo con le modalità apprese partendo da una diluizione 30 CH e facendo giornalmente delle succussioni e aumentando la diluizione una volta ogni 15 giorni. Vado avanti per circa 2 anni e mezzo senza particolari disturbi ma, poi, purtroppo iniziano dei forti dolori che mi mettono in seria difficoltà. I dolori sono particolarmente forti al braccio e alla spalla destra e a volte anche la schiena soffre parecchio.

Vado avanti e cerco di resistere. Poi succede un fatto incredibile. Una sera ceno come al solito, sistemo le cose in cucina, rispondo a qualche mail e poi vado a dormire come tutte le sere. Praticamente non mi sarei più svegliato se non fosse, “casualmente”, passata di lì mia sorella che, vedendo la mia macchina fuori e le finestre chiuse, si è preoccupata ed è salita a casa mia. Mi ha trovato a letto in coma. Chiama subito il 118 che mi porta d’urgenza in Rianimazione. Ovviamente io ho saputo dopo tutto questo. Praticamente mi sono svegliato dal coma dopo 3 giorni e mezzo. Da allora la mia vita è radicalmente cambiata. Nel risveglio dal coma ho avuto delle visioni spaventose e terrificanti che, paradossalmente, mi hanno avvicinato a credere ad un Potere Superiore

(chiamatelo Dio o come meglio credete a seconda della vostra Fede). Da allora, piano piano, i dolori sono scomparsi. Io ho continuato a prendere il rimedio, anche se con modalità diverse e, anche a livello radiologico le lesioni sono diminuite in modo sensibile.

Ragionando ho pensato che il coma, avendo ridotto tutte le funzioni vitali, compresa la circolazione, abbia fatto in modo che il tumore non si sia più alimentato e, quindi, sia regredito “per mancanza di alimento”.

Tutto sommato non so cosa sia successo e non mi interessa neppure più di tanto, ma so che da allora io sto bene con me stesso e con gli altri.

Ho modificato parecchio il mio carattere e ho imparato a godere delle piccole cose; ad accettare il modo di pensare degli altri, anche se non lo condivido; a non arrabbiarmi più per motivi vari e, spesso, banali.

Ho trovato una serenità che non avevo mai avuto e vivo tranquillo anche se i problemi della vita moderna affliggono anche me.

Vedo i problemi in modo diverso e non perdo quasi mai la lucidità. Non mi faccio prendere dal panico o dalla paura e gestisco in modo sereno le varie problematiche.

Dal punto di vista clinico ho ancora dei noduli, anche se molto ridotti rispetto a quello che erano, e a distanza di nove anni, fortunatamente, non soffro di alcun disturbo.